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Le ultime 10 news


Release in sviluppo - TinyMe 2009 Alpha 3 - da Giorgio Beltrammi il 06/11/2009 - 00:03

tinymeLa terza alpha di TinyMe 2009, una distribuzione desktop minilaista, basata su Unity Linux (un fork di PCLinuxOS) è ora disponibile per il testing: "TinyMe 2009 'Acorn' Alpha 3. TinyMe è una distribuzione basata su Unity per vecchi computers e per coloro che vogliono un ambiente desktop veramente veloce e leggero. Sono disponibili due ISO. Una compressa con gzip e l'altra con LZMA. Il metodo di compressione è l'unica differenza tra le due ISO. Mentre LZMA ha un più alto fattore di compressione, ho saputo che non è la scelta migliore per l'uso della memoria. Apprezzerei molto che gli utenti scaricassero entrambe le ISO, le masterizzassero entrambe e le provassero sulla macchina più vecchia che hanno." Qui c'è il completo annuncio di rilascio.
Download: TinyMe-2009-Alpha-3.i586.GZIP.iso (243MB, MD5).

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Release in sviluppo - SliTaz GNU/Linux Cooking 20091104 - da Giorgio Beltrammi il 06/11/2009 - 00:03

slitazChristophe Lincoln ha annunciato che una nuova realizzazione di SliTaz GNU/Linux 5.4, una distribuzione minimalista con Openbox, disegnata per vecchi computers, è pronta per il testing: "I collaboratori di SliTaz sono orgogliosi di annunciare che una nuova immagine ISO Cooking, basata su oltre 2,100 pacchetti, è disponibile nella repository di SliTaz. L'intero sistema è stato realizzato con una serie di strumenti che fanno uso di glibc 2.10.1 e GCC 4.4.1. Questa nuova Cooking usa il Linux kernel 2.6.30.6 con supporto hardware migliorato e molti moduli inclusi. Il processo di boot è stato ulteriormente migliorato e i tempi di avvio sono più rapidi che mai. I pacchetti più importanti reperibili sul live CD, come Firefox, sono stati aggiornati alla versione stabile attuale. Il gestore di pacchetti tazpkg supporta nuove dotazioni, compresa la conversione di pacchetti DEB, RPM, Arch, Slackware e IPK nel formato nativo di SliTaz." Visitate la news page del progetto per leggere l'annuncio di rilascio.
Download: slitaz-cooking.iso (31.5MB, MD5).

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Release - Scientific Linux 5.4 - da Giorgio Beltrammi il 06/11/2009 - 00:03

scientificTroy Dawson ha annunciato il rilascio di Scientific Linux 5.4, una distribuzione compilata dai codici sorgente di Red Hat Enterprise Linux 5.4, ma potenziato con pacchetti scientifici extra, file systems ed altro software: "Scientific Linux 5.4 è stato rilasciato sia per architetture i386 che per x86_64. Ci sono pacchetti che abbiamo usato da aggiungere a Scientific Linux, che ora sono in Enterprise 5, e che quindi non dovrete installare da soli. FUSE, ed i suoi moduli del kernel, sono ora inclusi. Il chipset wireless Atheros è ora supportato. Abbiamo aggiunto iwlwifi 5150 ucode (firmware), così come abbiamo aggiornato gli ucode 3945, 4945 e 5000. Anche Lua è stato aggiunto alla release. Scientific Linux release 5.4 contiene tutte le correzioni e gli aggiustamenti dei bug al 1 novembre 2009." Leggete l'annuncio di rilascio e le note di rilascio per ulteriori dettagli.
Download: SL.54.110309.DVD.i386.disc1.iso (4,027MB, MD5),
SL.54.DVD.x86_64.iso (4,151MB, MD5).

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Release - Moblin 2.1 - da Giorgio Beltrammi il 06/11/2009 - 00:02

moblinImad Sousou ha annunciato il rilascio di Moblin 2.1, una distribuzione Linux ottimizzata per netbooks basati su Intel Atom: "Il Progetto Moblin ha annunciato oggi il rilascio di Moblin 2.1 per netbooks e nettops basati su processori Intel Atom. Con questa nuova community release vedrete significative dotazioni aggiunte e miglioramenti comprese migliorate funzionalità del browser e supporto ai plug-in, potenziamenti della interfaccia, supporto per connessioni dati 3G, gestione di dispositivi Bluetooth, supporo al metodo di input per localizzazioni, installer integrato delle applicazioni per Moblin Garage, miglioramenti alle prestazioni ed alla stabilità e documentazione su ogni cosa. In aggiunta alle altre dotazioni questa nuova versione di Moblin include molte centinaia di correzioni bug ed incorpora i feedback tra utenti e sviluppatori." Leggete il resto dell'annuncio di rilascio che include un elenco dettagliato di tutti i miglioramenti.
Download: moblin-2.1-final-20091103-002.img (754MB, MD5).

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Release - Mandriva Linux 2010 - da Giorgio Beltrammi il 05/11/2009 - 22:19

mandrivaMandriva Linux 2010 è stata rilasciata: "Mandriva è orgogliosa di introdurre la propria nuova release: Mandriva Linux 2010, nome in codice 'Adelie'. Incluso in questa nuova release, la tecnologia 'Smart desktop', che giunge da un progetto di ricerca europeo. Il vostro desktop è orientato alle applicazioni. Organizza i vostri dati personali (mails, documenti, immagini, video). Da notare che potete aggiungere i vostri commenti e i tags. Ora i voastri dati sono facili da trovare all'interno dei vostri progetti. I tempi di avvio sono stati ulteriormente migliorati. Mandriva Linux 2010 giunge con tre nuovi design - scegliete uno preferito. Potete scegliere anche uno tra gli 11 offerti dai collaboratori della community." Leggete l'annuncio di rilascio e le note di rilascio e visitate la paginawhat's new per ulteriori notizie.
Scaricate sia il live CD installabile o il DVD di installazione:
mandriva-one-2010.0-KDE4-i586.iso (678MB, MD5, torrent),
mandriva-one-2010.0-GNOME-i586.iso (696MB, MD5, torrent),
mandriva-free-2010.0-i586.iso (4,364MB, MD5, torrent),
mandriva-free-2010.0-x86_64.iso (4,399MB, MD5, torrent).

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Release - Monomaxos 4.0 - da Giorgio Beltrammi il 05/11/2009 - 22:07

monomaxosDimitris Papadatos ha annunciato il rilascio di Monomaxos 4.0, una distribuzione desktop greca basata su Ubuntu (ed uno screensaver che mostra una immagine magnifica della Grecia): "eccovi Monomaxos Greek Linux operating system versione 4.0 (basata su Ubuntu 9.04). Questa è la quarta release di Monomaxos localizzata per la lingua greca e che giunge come un live DVD. Supporta prontamente la riproduzione di ogni tipo di file multimediale (inclusi i video HD) ed ogni tipo di contenuto Internet e può anche essere usato per l'allestimento di un media center (compreso un XBMC media center). Contiene OpenOffice.org 3.1 in greco con spellcheck. L'ampia raccolta di software open source installata in questo live DVD, fornisce la soluzione per tutti i bisogni degli utenti moderni." Leggete l'annuncio di rilascio (in greco) per ulteriori informazioni.
Le edizioni greca ed inglese di Monomaxos 4.0 sono disponibili per il download via BitTorrent:
monomaxos-4.0.gr.iso (1,724MB),
monomaxos-4.0.en.iso (1,723MB).

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Allmyapps - Il vostro negozio di applicazioni Linux - da Giorgio Beltrammi il 04/11/2009 - 22:41

Articolo originale

Allmyapps rende l'installazione del software un gioco da ragazzi. Non importa di quanto software si ha bisogno, 1 clic è tutto ciò che serve per avere tutte le vostre applicazioni preferite, installate sul vostro PC. Allmyapps mantiene anche sicure le applicazioni! Se si rendesse necessario reinstallare il sistema, Allmyapps si prende cura di reinstallare poi tutte le applicazioni preferite, in un batter d'occhio.
Con Allmyapps, l'installazione di applicazioni software è diventato così facile che, presto, troverete un sacco di nuove grandi applicazioni pronte da installare! State pronti a godervi il vostro pc come mai prima d'ora!

Home page del progetto: - http://allmyapps.com

Sistemi operativi supportati
  • Linux Ubuntu 9.10 Karmica Koala
  • Linux Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope
  • Linux Ubuntu 8.10 Intrepid Ibex
  • Linux Ubuntu 8.04 Hardy Heron

Utilizzare Allmyapps
È necessario creare un account gratuito presso il sito Allmyapps e quando si effettua il login al vostro account, è possibile accedere a tutte le applicazioni reperibili nelle repos di Ubuntu, basta selezionare le applicazioni che si desidera installare e saranno aggiunte alla vostra lista. Dopo aver terminato la selezione, è sufficiente fare clic sul pulsante di installazione.

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Release - CAINE 1.0 - da Giorgio Beltrammi il 01/11/2009 - 22:36

caine.pngCAINE (Computer Aided INvestigative Environment) è un live CD basato su Ubuntuche offre un completo ambiente forense in una interfaccia grafica molto amichevole. Il progetto ha rilasciato la versione 1.0 all'inizio di questa settimana. Alcune delle principali novità di questa nuova release comprendono: "WinTaylor - un front-end forense per ambiente Windows; pagina HTML compatibile con IEper avviare gli strumenti compatibili in Windows; NTFS-3G aggiornato a 2009.1.1 (risolve un bug di NTFS-3G); nuova opzione di boot - in modalità testo; pacchetti aggiornati di Ubuntu 8.04; Firefox 3.0.14; GtkHash - un front end per l'hashing dei files; nuove dotazioni di segnalazione - aggiunti i nomi degli investigatori e del caso; segnalazione multi-language - Italiano, inglese, tedesco, francese e portoghese; Firefox si avvia con l'elenco degli strumenti ed un breve manuale per utente; aggiunti molti strumenti; patches forensi." Visitate la home page del progetto per leggere l'annuncio di rilascio e per sapere di più su questa distribuzione.
Download: caine1.0.iso (695MB, MD5).

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Release - Ubuntu Rescue Remix 9.10 - da Giorgio Beltrammi il 01/11/2009 - 22:04

ubunturescue.pngUbuntu Rescue Remix è un piccolo live CD che fornisce alcuni dei migliori strumenti per il recupero dati ed attività forensi oggi disponibili. Andrew Zajac ha annunciato il rilascio di una nuova versione: "La versione 9.10 del migliore strumento free/libre open-source per il recupero dati, basato su Ubuntu, è fuori. Questa release di Ubuntu Rescue Remix fornisce versioni aggiornate dei migliori software per il recupero dati, compreso GNU ddrescue 1.11, Photorec, LVM2 e GNU fdisk. L'immagineISO è compatibile con l'eccellente USB Startup Disk Creator incluso in Ubuntu fin dalla 8.04. Il live richiede risorse veramente scarse in quanto non è prevista una interfaccia grafica (solamente la potente riga di comando)." Qui c'è il completo annuncio di rilascio.
Download (MD5): ubuntu-rescue-remix-9-10.iso (167MB).

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Buone sensazioni - da Giorgio Beltrammi

sorriso.pngLe giornate cominciano talora in modo positivo, talaltra meno.
Io non avevo cominciato male la mia giornata, anzi, ma non c'era effettivamente nulla che me la facesse apparire generosa o entusiasmante e guidare nel traffico cittadino non favorisce in me la positivizzazione della giornata.
Ad un incrocio ho visto un'auto che giungeva alla mia destra e malgrado avessi io la precedenza e valutando che poco dopo mi sarei dovuto fermare al semaforo, l'ho fatta passare.
Il conducente mi ha rivolto un breve, ma evidente segno di gratitudine ed è passato.
Un piccolo atto di generosità ed un breve cenno di gradimento. Fugaci, brevi ma sincere migliorie della giornata di entrambi, ma testimonianze del fatto che basta poco per sentirsi meglio e migliori.
Se ogni giorno fossimo tutti in grado di scambiarci cortesie e ringraziamenti, potremmo rendere le nostre giornate più belle e umane, ne sono più che convinto.
Se anzichè scambiarci dei soldi, ci scambiassimo ciò che di meglio siamo, forse ci sarebbe meno traffico di auto per le strade ed un gran traffico di buone parole, di sorrisi, di comprensione e tolleranza. E' chiedere troppo? E' offrire troppo?
Non credo!

Per inciso, poche centinaia di metri dopo, ero io nella condizione di colui a cui avevo dato strada poco prima e il conducente che aveva la precedenza, ha rallentato e mi ha fatto passare ed io l'ho ringraziato con il semplice gesto di alzare la mano.

Dare strada alle persone non significa solo fermarsi con l'auto e attendere che passino, ma dare strada alla nostra innata generosità.

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Pubblicato il 06/11/2009 - 19:10  - commenti  commenti - Leggere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Fenomeni a Ferragosto - da Giorgio Beltrammi

Io non sono propriamente uno di quelli che amano passeggiare e, ancor meno, amo frequentare i posti-comuni, ovvero quelli che sono frequentati dalle masse di popolo, ma avevo voglia di un gelato e mi sono recato presso una di quelle gelaterie pret-a-porter che si trovano lungo il viale Ceccarini, a Riccione.
Una coppetta bacio e alabama. Buono e fresco che, nella calura delle quattro e mezza, mi ha fatto solo bene.

Ho poi deciso di fare una breve visita al turismo di massa.Di massa in effetti ce n'era veramente poca e, per essere ferragosto - di sabato, mi ha fatto pensare al peso di una crisi che nessuno riesce a capire se c'è o no.
Come sempre accade, ci sono i "fenomeni" che ho osservato con piacere.

C'erano i turisti "Guardate che fisico", quelli che vanno in giro a torso nudo tutto il giorno ed anche di sera, per mostrare il pettorale gonfio (o gonfiato) e l'addominale-tartaruga (Ninja). Camminano a tratti e nel momento di pausa fanno una lenta piroetta, per non escludere nessuno dalla contemplazione del fisico innaturale, ma che-fa-figo.
Sono pompati talora in modo pacchiano ed hanno anche il cattivo gusto di depilarsi e mostrare una follicolite diffusa che, per chi ha la fobia delle malattie, teme che possa trattarsi di un contagiosissimo Herpes Zoster.
Quelli un po' più pudici indossavano una canotta modello "Muratore anni '60" con scollatura anteriore a livello ombelicale.

Poi c'erano i soggetti "Take a look on my tattoo". Canottati, abbronzati, con tatuaggi a tutto braccio, rigorosamente monocolore e con motivi astrusi, ma sempre un po' tra il vichingo, il fantasy e l'horror.
Sono spessissimo dotati di accessori come piercing alla otorinolaringoiatra (labbro-naso-orecchio-lingua), braghe a mezza-chiappa, con mutanda finta-firma, scarpe All Stars-like con lacci rigorosamente li per bellezza e capello a leccata sulla fronte sopra o sotto l'occhiale in cinemascope. Altrimenti mostrano una rapata selvaggia chemio-style.
Anche questi camminano gesticolando con il braccio tatuato, al quale fanno fare piroette alla Yuri Chechi.

Poi c'erano le Trio-trans-girls, che vanno in giro in tre.
Occhialoni a 22 pollici, borsettina porta-salvaslip, camminata maschia, tatuaggio sacro-iliaco, monorecchino e parlata biascicata non a bassa voce.
Mancava loro solo il rutto da 7 secondi ed una grattatina agli ovetti.
Erano al di fuori di qualsiasi desiderio maschile e dei veri e propri maschi mancati. Trans al contrario!

Poi c'erano uno o due esemplari di Femmina verace. Sono quelle femmine del genere umano, alle quali un cinquantenne come me non risparmia una occhiata compiaciuta e un pochino bramosa.
Abitino leggero adagiato su curve ben fatte, a sfiorare un corpo molto ben architettato, camminata soffice, gesti misurati ed un sorrisino traditore della loro consapevolezza di piacere agli uomini.

E infine la Pantera (vecchia) Rosa.
Credetemi, era veramente un fenomeno.
Camminava insieme ad una amica, anche lei ultra 55enne, ma molto meno appariscente.
Suddetta pantera era così abbigliata:
- costumino mare bianco da 7 grammi con reggiseno della Barbie e tanghino infrachiappe, indossato su un fisico evidentemente scaduto/scadente
- sopra al costumino un tulle rosa a mo' di vestito a maniche lunghe, con trasparenza indecente. Peccato che la trasparenza facesse trasparire anche rughe e grinze che sarebbe stato più decoroso celare sotto un più sobrio abito bianco.
- ai piedi due zatteroni 17cm con tomaia bianca
- cavigliera di bigiotteria
- borsone fantasia e cappellone a tesa larga
- Occhialone
Camminava alla funambola, parlando e gesticolando.
Un autentico fenomeno del cattivo gusto, tanto che alcuni ragazzacci ventenni, vedendola passare, si scambiavano gomitate, ridendole quasi direttamente in faccia con una espressione tra l'incredulo e il disgustato.
E' vero che ognuna ha il diritto di andare in giro come meglio le confà, ma ammetto che più che una signora fieramente testimone della sua età, sembrava una tardona con crisi cronologica.

Eh, Riccione è così; passerella di moda e di vergogne che meritano una occhiata, se non altro per convincersi che il mondo è bello perchè è [a]vari[at]o!

Ciao smile

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Pubblicato il 16/08/2009 - 17:23  - 3 commentis 3 commentis - Leggere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

La bella vacanza - da Giorgio Beltrammi

Certo che deve essere molto difficile vivere nelle grandi città del nord. Deve essere proprio una vita dura se cercano tutti di scappare da essa non appena è possibile.
Questa mattina, verso le 7.45, ad un incrocio del centro di Riccione, ho visto i quattro occupanti di una Picasso, sbadigliare all'unisono. Bocche dilatate oltre i limiti umani dell'articolazione temporo-mandibolare. Occhi gonfi di sonno ed una lentezza tipici di chi ha dormito poco e viaggiato troppo.
Era un'auto che proveniva da Milano (così almeno diceva la targa!.

Ho pensato che fossero appena arrivati e che cercassero il loro albergo, ma forse no. Forse erano solo stati fuori tutta la notte a divertirsi, ma i due davanti avevano, ad occhio, almeno 50 anni, mentre le due ragazze di dietro erano poco più che teenager. Avevano, insomma, più l'aria di mamma e babbo che portavano la famiglia al mare.

Ma cosa ci sarà di bello qua, da indurre quei 4 disgraziati a:- alzarsi alle 4 di mattina per prendere la macchina e mettersi sull'autostrada
- mettersi in viaggio sulla strada più noiosa ed affollata d'agosto
- venire in un posto dove, a parte il mare, non c'è altro
- spendere un pacco di soldi per bagnarsi il culo in un lago salato
- dormire poco
- cuocersi al sole
- essere rapinati da bar, gelaterie e ladri veri e propri
Insomma io non capisco che soddisfazione possa esserci a venire in vacanza a Riccione (ma anche Rimini, Cattolica, Bellaria, ecc.). Tutto è ristretto, affollato, carissimo, banale. Eppure la gente ci viene e forse sono io che sono abituato a questi posti.

Tornando alle famiglie che arrivano qui in vacanza, come quella di cui dicevo dianzi, giungono in albergo esausti da un viaggio estenuante, ma visto che il tempo è tiranno e denaro, vogliono sfruttare fino all'ultimo raggio di sole.
Scaricano in fretta la macchina, si piazzano nella camera d'albergo, si cambiano in fretta per mettere la divisa da mare e poi si stendono al sole con la crema protezione 200 (che in sintesi è una mano di cementite) e si addormentano sfiniti.
Quando si svegliano sono letteralmente lessati. Eggià perchè la crema ha fatto l'effetto della stagnola usata per il pesce al cartoccio:
- temperatura cutanea 46°C
- temperatura interna 112°C, che se hanno una appendicitina iniziale, la maturano entro mezzogiorno.

Vanno a pranzo, ma non hanno fame in realtà. Tuttavia mangiano tutto perchè l'hanno pagato.
Vanno poi a fare la pennichella e alle quattro, ancora pieni di pranzo, ritornano in spiaggia per la seconda fase della cottura.
Camminano su una sabbia rovente che li fa danzare alla pellerossa. Era molto che non ballavano così!

Si ristendono al sole con la crema protettiva di cui sopra, poi alle 5 - in orario sicuro - tentano di fare il bagno nel Mar di Riccione e qui c'è da farsi quattro risate grasse.
Dato che hanno una febbre a 47.3°C, qualsiasi sia la temperatura del mare, è sempre troppo fredda.
Entrano in acqua guardinghi, cominciando a camminare in punta di piedi e tenendo le braccia alzate a venti metri dal bagnasciuga. Sembra che camminino sui vetri.
Appena una piccola onda bagna un loro piede, si assiste, o alla fuga ululante fino alla distanza di sicurezza di 50 metri dallo stabilimento, oppure lanciano un grido di dolore come se fossero stati marchiati a fuoco. Quelli che sono a 50 metri dallo stabilimento iniziano esercizi di yoga e respirazione tantrica per evocare gli spiriti e gli dei del mare, affinchè scaldino un po' l'acqua.
Quelli che sono rimasti con un piede a bagno, non hanno più il coraggio di appoggiare l'altro e rimangono così, volendo far credere di essere una variante di fenicottero umanizzata.
Il processo di avanzamento è così lento che ogni centimetro di mare conquistato, vive lo stesso dramma dello sbarco in Normandia, ma al contrario.

Appena l'acqua marina giunge a bagnare i genitali esterni, il grido di dolore è lancinante e i maschietti gridano in falsetto a testimoniare il congelamento proditorio degli zebedei.
A quel punto il tuffo non è rinviabile. Questo avviene goffamente con un ritorno a galla quasi istantaneo e rigido.Bagno finito!

Di nuovo in branda dopo una doccia da 3 metri cubi d'acqua che per essere consumata richiede almeno 150 pigiate del pulsante di irrorazione (ogni pigiata dura 2.5 secondi).

Alle 18.30 rientrano in albergo per la cena. Nuova doccia da 3 metri cubi. Cambio d'abito per la cena e la passeggiata serale.Si siedono a tavola guardandosi reciprocamente con incredulità. Tutti con una faccia rossa, gonfia e con un leggero sorriso beota.
La passeggiata serale consiste in un paio di "vasche" lungo il Viale Ceccarini, tra centinaia di altri turisti che si fanno largo a gomitate, per poi sedersi in gelateria a mangiare una coppa gelato che costa come una fiorentina al tartufo bianco. Ma in vacanza e con la meningite solare, si è disposti a fare anche queste cose.

Il rientro in albergo avviene verso le 23.00, più per stanchezza che per abitudine.
I due cinquantenni cercano un fugace rapportino, con lei infuocata dal sole più che dall'amore e lui bruciato, che cerca di tirar fuori quegli zebedei ancora in ritiro dopo l'era glaciale patita con il bagno di sei ore prima.
Chissà le due ragazze dove sono?
Non importa. Il primo giorno di vacanza è trascorso. Faticosamente, ma è passato.

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Pubblicato il 13/08/2009 - 09:15  - commenti  commenti - Leggere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Il Negazionismo - da Giorgio Beltrammi

E' un periodo nel quale i miei studi storici del '900 girano intorno al fenomeno terribile e tragico dell'Olocausto.
E' una parentesi storica ignobile, indegna di qualunque popolo e ingiustificabile per chiunque. Sebbene siano trascorsi moltissimi anni da quel 27 gennaio 1945 - che da allora è divenuto il giorno della memoria - il ricordo è sempre vivo e le coscenze si turbano al vedere simili atrocità.

Eppure i tentativi di revisionismo ce ne sono stati e ce ne sono tanti, quasi a voler cocciutamente reinterpretare la storia, gli avvenimenti e le ragioni che hanno determinato il più feroce ed enorme omicidio premeditato di massa della storia del genere umano.

Purtroppo per chi crede che la storia possa essere riletta in chiavi più miti e perdoniste, l'Olocausto o Shoah non può essere interpretato in altro modo se non in quello che deriva dalle immagini, dalle testimonianze, dai resti e dai reperti di vite vissute nei campi di concentramento/sterminio in cui la vita di ogni recluso era destinata ad avere una fine violenta e non naturale.

Il negazionismo è poi la forma più odiosa del revisionismo. Un veleno insidioso che annebbia le coscenze e offende vivi e morti.
Negare che svariati milioni di persone siano state deliberatamente uccise, torturate, sfruttate fino allo sfinimento ed i cui resti siano stati inceneriti per cancellare la loro stessa esistenza, significa negare la storia, negare l'evidenza, negare la verità; significa tacciare di mendacia chi ha ancora i segni dell'atrocità marchiati sul proprio corpo.
Significa negare il dolore, negare l'evidenza delle testimonianze scritte dei documenti redatti dagli stessi carnefici.

I negazionisti appartengono alla vergognosa schiera di chi crede che ci siano persone indegne di vivere liberamente la propria vita, non rendendosi conto nemmeno di non essere, loro stessi, degni della propria.

Il tempo passa e i testimoni diretti di quella pagina lugubre e insanguinata, un giorno non potranno più raccontare la loro esperienza ed è per questo che abbiamo l'obbligo di ricordare, di sapere, di tramandare il dolore, per non doverlo più rivivere negandolo.

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Pubblicato il 10/08/2009 - 18:18  - 1 commenti 1 commenti - Leggere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Un Cuore bucato - da Giorgio Beltrammi

Erano le 8 e 15 circa di questa bella domenica estiva ricca di sole e stavo conversando al cellulare con la donna che amo, quando un beep mi avvisa che c'è una chiamata sotto:
"Mi sa che ci siamo, amore mio. Ti devo lasciare"
"Buon lavoro allora. Ciao Giò!"
Chiudo la comunicazione e guardo chi mi ha chiamato. E' l'ospedale.
"Cosa c'è? Mi avete chiamato?"
"Si, c'è un gran casino qui. Un emergenza...
... cuore perforato. Fa svelto!"

Nella mia storia di ferrista di sala operatoria è la terza volta che mi capita che qualcuno venga accoltellato e si becchi il fendente al cuore. I primi due li abbiamo salvati. Vediamo questo.
Piglio la mia macchina e faccio il breve tragitto di strada che mi separa dall'ospedale. Parcheggio come mi pare e con una leggera corsa (dato il mio peso da libellula pachidermica) raggiungo il marcatempo. Timbro e prendo le chiavi del blocco operatorio.

Già fuori dall'ascensore si sente qualche ordine perentorio dato dall'anestesista ai due infermieri di PS per cercare di stabilizzare un paziente che potrebbe morire in un batter d'occhio.
Entro nel blocco e mi cambio rapidamente. Il paziente è già nel corridoio buio del blocco, ha già il tubo, un paio di vie venose e il catetere vescicale.
"Dai entra!"
"Bisogna metterlo sul letto chirurgico. Dove sono i tuoi colleghi?"
"Non lo so, ma arrivano. Dai accosta il letto. Al tre!"
"Uno, due... tre!"
Siamo in quattro intorno a quell'uomo grosso e giovane, io, due infermieri del PS e un anestesista.
"Dov'è il foro?" chiedo, per vedere dove è entrato il cacciavite."Sotto al capezzolo sinistro!"
E' un foro piccolo, forse 4-5 mm. e sembra strano come con un foro così piccolo si riesca mettere in ginocchio la vita di una persona.

Al chirurgo chiedo: "Cosa devi fare?"
"Devo aprire lo sterno!"
"OK!"
Allestisco un paio di container e preparo due tavoli, uno coi ferri per aprire il torace e riparare il cuore e uno per lo sternotomo - una sega reciproca con limitatore di profondità per tagliare longitudinalmente lo sterno.
La mia collega, giunta da pochi minuti, mi apre il resto del materiale: due aspiratori, 20 garzone grandi, 10 piccole, una lama da bisturi, i guanti per i tre chirurghi.
Mentre si lavano, disinfetto il torace e buona parte dell'addome, dal cavo ascellare destro e sinistro, fino alla regione sottoombelicale.Allestiamo insieme il campo chirurgico, effettuiamo i vari collegamenti del bisturi elettrico, della bipolare, i due aspiratori, le manopole alle lampade e il chirurgo incide la cute, dal giugulo alla parte superiore dell'addome.
Il sanguinamento è buono, il che indica che il paziente è in discrete condizioni e che non c'è una perdita di sangue di eccessive proporzioni.Lo sternotomo seziona lo sterno con discreta facilità e accediamo al cavo mediastinico dove si vede quel cuore ferito, pulsare dentro al suo sacco pericardico.
Per tenere aperto quel varco viene applicato un divaricatore autostatico."Tieni l'aspiratore pronto!"
"Dai dammi da aprire." "State pronti!"
Con un leggero colpo di forbici, il chirurgo apre il pericardio ed un discreto spruzzo di sangue finisce direttamente nei due aspiratori pronti attorno alla breccia pericardica. La piccola apertura viene allargata in modo da mostrare l'intero muscolo cardiaco che pulsa regolarmente, quasi a infischiarsene del danno subito. Tanto sangue, qualche coagula, ma nessun evidente e imponente sanguinamento
E' sempre spettacolare vedere il motore della vita che fa il suo lavoro incessantemente. Ne ho potuto distinguere alcune parti mentre il cirurgo cercava la lesione.
"E' lì!"
"Dammi un punto."
"Prolene 3 zeri o 2 zeri?"
"Dammi un tre."
Fisso l'ago sul portaghi e lo dò al chirurgo che lo applica al musolo cardiaco facendo delle autentiche peripezie perchè nessuno può immaginare quanto sia difficile dare un punto su una cosa che si muove e si contrae e non può essere fermata.
"Si è fermato? (il sanguinamento nda)"
"Si adesso è fermo." "Esplora il cavo e aspira." "Dammi da lavare."
Con un siringone lavo il cavo pericardico, mentre l'aiuto aspira.

"Carla come va lui?"
"Bene. 140/75 di PA. E' stabile, ma secondo voi a sinistra ventila?""Forse il polmone è bucato. Dai, dammi da aprire, facciamo una minitoracotomia."
Apriamo il torace al quinto spazio intercostale per valutare le condizioni del polmone forse trafitto dal cacciavite, ma dopo una accurata ispezione favorita anche da strumentario dedicato alla toracoscopia, si rileva che il polmone non ha subito danni e che solo la pleura è stata lacerata. Forse il colpo è stato inferto con una angolazione che andava da dietro verso l'avanti e solo il cuore si trovava sul suo tragitto.

Applichiamo due tubi di drenaggio in aspirazione nell'emitorace di sinistra, uno a caduta dentro al pericardio ed un altro a caduta nel cavo mediastinico.
Completiamo la chiusura della toracotomia antero-laterale sinistra e ritorniamo ad ispezionare il mediastino per valutare sanguinamenti ulteriori e la riparazione cardiaca. Sembra tutto a posto.
I chirurghi applicano i punti metallici di chiusura sternale e si conclude l'intervento.
Sono passate solo due ore e 35 minuti.
Il paziente è salvo, escludendo complicazioni.

Un cuore bucato è una emergenza entusiasmante e molto rara. Una lotta contro il tempo, contro il sangue che cerca di uscire dal varco creato dall'odio e dalla cattiveria. Un uomo stava per morire, ma noi tutti (7 persone), ci siamo opposti e come sempre accade in queste evenienze, ognuno sa a suo modo capire cosa e come deve fare la sua parte per evitare che la morte faccia il suo inesorabile compito. Abbiamo lavorato bene, capaci, sintonizzati, senza tante parole, ma con tanti gesti ben fatti nel tempo e nel modo giusto.
Quel tizio non è ne nostro parente, ne nostro amico, ma semplicemente un uomo che stava crollando sotto il peso dell'odio di qualcun altro. Eppure abbiamo fatto quello che umanamente e professionalmente andava fatto, salvargli la vita.
Se sapessimo fare la stessa cosa con chi, nel mondo, soffre e stà morendo pur non essendo nostro amico o parente, saremmo veramente degni della nostra umanità.

E' stata una bella domenica. Davvero!

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Pubblicato il 26/07/2009 - 15:48  - 1 commenti 1 commenti - Leggere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

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