Ricerca




Linux...

Chiudi Conoscerlo

Chiudi Distribuzioni

...e Altro

Chiudi Utilità

Visite

 632527 visitatori

 6 visitatori online

Webmaster - Infos
Utilità
Conoscerlo - Free Software

Cos'è il Software Libero (tratto dal sito Free Software Foundation Italia)

La parola "Free" nell'espressione inglese "Free Software" si riferisce alla libertà, non al prezzo. E' stata usata in questo senso fin dagli anni '80, ma la prima definizione completa documentata sembra trovarsi nel GNU's Bulletin, vol. 1 no. 6 [1], pubblicato nel Gennaio 1989. In particolare, quattro libertà definiscono [2] il Software Libero:

La libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo.
Imporre restrizioni sull'uso del Software Libero, in termini di tempo ("periodo di prova di 30 giorni", "la licenza scade il 1 Gennaio 2004") o di scopo ("il permesso è accordato per usi di ricerca o non commerciali"), o limitazioni arbitrarie di area geografica ("non può essere usato nel paese X") rende un programma non libero.
La libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità.
Anche imporre restrizioni di fatto o di diritto sulla comprensione o la modifica di un programma, ad esempio richiedendo l'acquisto di licenze speciali o la firma di un "Non-Disclosure-Agreement" (NDA) o, per i linguaggi di programmazione che sono rappresentabili in più forme, vietando l'accesso al mezzo più naturale per comprendere o modificare un programma ("codice sorgente"), lo rende proprietario (non libero). Senza la libertà di modificare un programma, la gente sarebbe alla mercè di un singolo fornitore.
La libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo.
Il software può essere copiato e distribuito praticamente senza costi: se non si ha il permesso di dare un programma a qualcuno che ne ha bisogno (anche dietro pagamento, se lo si vuole), il programma non è libero.
La libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio.
Nessuno à un bravo programmatore in tutti i campi, qualcuno non sa programmare del tutto. Questa libertà permette a chi non ha il tempo o le capacità per risolvere un problema di accedere indirettamente alla libertà di modifica. Anche questo può avvenire dietro un compenso.

Queste libertà sono diritti, non obblighi, anche se a volte rispettare queste libertà per la società implica un obbligo per un individuo.
Chiunque può scegliere di non approfittarne o di utilizzarle tutte. In particolare dev'essere chiaro che il Software Libero non esclude l'uso commerciale: se un programma non consente l'uso e la distribuzione commerciale, non è Software Libero. In verità un numero crescente di aziende basa il loro modello di business completamente o parzialmente sul Software Libero, compresi alcuni dei maggiori fornitori di software proprietario. Il Software Libero rende possibile fornire aiuto e assistenza, non lo rende obbligatorio.

Terminologia

L'inglese sembra essere l'unica lingua in cui esiste una forte ambiguità tra libertà e prezzo. Quando è tradotta in altre lingue, l'espressione "free software" diventa "logiciel libre" in francese, "software libre" in spagnolo, "software libero" in portoghese, "fri software" in danese; in genere viene usato il termine della lingua locale che si riferisce alla libertà.

Open Source

Il 3 febbraio 1998, sulla scia dell'annuncio di Netscape di rilasciare il proprio browser come Software Libero, un gruppo di persone si riuni a Palo Alto nella Silicon Valley e propose di iniziare una campagna di marketing per il Software Libero usando il termine "Open Source". Lo scopo era quello di raggiungere una veloce commercializzazione del Software Libero e una sua accettazione da parte delle società e degli investitori della new economy allora in espansione. Come mezzo per questo scopo, decisero coscientemente di lasciare da parte i temi tradizionali collegati al Software Libero (come la filosofia. l'etica e gli effetti sociali), pensando che questi fossero d'ostacolo a un'accettazione rapida da parte del mondo economico. Proposero di concentrarsi solo sui vantaggi di tipo tecnico. [3]

Spesso usato in buona fede da chi vuole riferirsi al Software Libero, il termine "Open Source", che in origine era stato definito per intendere la stessa cosa del Software Libero in termini di licenze e implementazione, è diventato ormai inflazionato. Al giorno d'oggi è usato in modo corrente per indicare qualsiasi cosa che sta tra il Software Libero e l'ultra-proprietario "Governmental Security Program" (GSP) di Microsoft [4].

Libre Software

Quando la Commissione Europea ha iniziato a occuparsi di Software Libero in modo regolare, ha cercato di evitare sia l'ambiguità insita nell'espressione inglese "Free Software" sia i fraintendimenti di "Open Source", creando un nuovo termine: "Libre Software". Questo termine si è rivelato resistente all'uso inflazionistico ed è ancora usato come sinonimo di Software Libero, quindi può rappresentare una soluzione per chi teme di essere frainteso mentre parla inglese.

Riferimenti

[1] http://www.gnu.org/bulletins/bull6.html

[2] Per la definizione completa, si veda http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html

[3] Come riferimento, si veda http://www.opensource.org/advocacy/faq.html
Che relazione c'è tra "open source" e "free software"? La Open Source Initiative è un programma di marketing per il software libero.
E' un modo di sostenere il "free software" con solide basi pragmatiche invece che con proclami ideologici. La sostanza vincente non è cambiata, sono cambiati gli atteggiamenti e i simbolismi perdenti.

[4] In questo programma, i governi e le organizzazioni intergovernative pagano somme rilevanti per dare un'occhiata superficiale ad alcune parti del codice sorgente di Windows, in strutture specializzate di Microsoft. Questo può rafforzare la "sicurezza percepita", ma è praticamente inutile, visto che è impossibile sapere se ciò che si vede è ciò che si ha sul proprio computer, e che ovviamente non si ottiene nessuna libertà.


GNU General Public License
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La GNU General Public License è una licenza per software libero. Il testo ufficiale della licenza è disponibile all'URL http://www.gnu.org/licenses/gpl.html, mentre all'URL http://www.softwarelibero.it/gnudoc/gpl.it.txt è disponibile la traduzione non ufficiale in italiano.
Viene spesso indicata con l'acronimo GNU GPL o (quando non c'è il rischio di confondersi con un'altra "General Public License") semplicemente GPL. Per evitare un errore alquanto comune, si tenga presente che GPL non significa Gnu Public License.
La GNU GPL è stata scritta da Richard Stallman e Eben Moglen nel 1989 la versione 1.0 e nel 1991 la versione 2.0, per distribuire i programmi creati dal Progetto GNU. E' basata su una licenza simile usata per le prime versioni di GNU Emacs. Contrapponendosi alle licenze per software proprietario, la GNU GPL permette all'utente libertà di utilizzo, copia, modifica e distribuzione; a partire dalla sua creazione è diventata una delle licenze per software libero più usate. Attualmente è in corso di definizione da parte della FSF la terza versione della GPL .

Termini della licenza
Quanto segue è un riassunto dei termini della licenza. L'unica descrizione legalmente precisa, in ogni caso, è quella del testo della licenza stessa.
Il testo della GNU GPL è disponibile per chiunque riceva una copia di un software coperto da questa licenza. I licenziatari (da qui in poi indicati come "utenti") che accettano le sue condizioni hanno la possibilità di modificare il software, di copiarlo e ridistribuirlo con o senza modifiche, sia gratuitamente sia a pagamento. Quest'ultimo punto distingue la GNU GPL dalle licenze che proibiscono la ridistribuzione commerciale.
Se l'utente distribuisce copie del software, deve rendere disponibile il codice sorgente a ogni acquirente, incluse tutte le modifiche eventualmente effettuate (questa caratteristica è detta copyleft). Nella pratica, i programmi sotto GNU GPL vengono spesso distribuiti allegando il loro codice sorgente, anche se la licenza non lo richiede. Ci sono casi in cui viene distribuito solo il codice sorgente, lasciando all'utente il compito di compilarlo.
L'utente è tenuto a rendere disponibile il codice sorgente solo alle persone che hanno ricevuto da lui la copia del programma o, in alternativa, accompagnare il software con una offerta scritta di rendere disponibile il sorgente su richiesta e per il solo costo della copia. Questo significa, ad esempio, che è possibile creare versioni private di un software sotto GNU GPL, a patto che tale versione non venga distribuita a qualcun altro. Questo accade quando l'utente crea delle modifiche private al software ma non lo distribuisce: in questo caso non è tenuto a rendere pubbliche le modifiche.
Dato che il software è protetto da copyright, l'utente non ha altro diritto di modifica o ridistribuzione al di fuori dalle condizioni di copyleft. In ogni caso, l'utente deve accettare i termini della GNU GPL solo se desidera esercitare diritti normalmente non contemplati dalla legge sul copyright, come la ridistribuzione. Al contrario, se qualcuno distribuisce un software (in particolare, versioni modificate) senza rendere disponibile il codice sorgente o violando in altro modo la licenza, può essere denunciato dall'autore originale secondo le stesse leggi sul copyright. E' un intelligente cavillo legale, ed è per questo che la GNU GPL è stata descritta come un "copyright hack". La licenza specifica anche che il diritto illimitato di ridistribuzione non è garantito, in quanto potrebbero essere trovate delle debolezze legali (o "bug") all'interno della definizione di copyleft.

Detentori del Copyright
La Free Software Foundation (FSF) detiene i diritti di copyright per il testo della GNU GPL, ma non detiene i diritti del software rilasciato con questa licenza. A meno che venga emessa una specifica nota di copyright da parte della FSF, l'autore del software detiene i diritti di copyright per il suo lavoro, ed è responsabile di perseguire ogni violazione della licenza riguardante il suo software.
In caso di violazione della licenza il detentore del copyright è l'unico che può richiederne il rispetto nei termini di legge ed è l'unico che può chiedere aiuto alla FSF per la protezione di tale software, quest'ultima può intervenire solo se è il detentore del copyright a richiederne il suo aiuto. La FSF, normalmente, mette a disposizione i suoi legali per proteggere il software coperto da una licenza GNU, chiedendo in un primo tempo il rispetto della licenza e solo se tale richiesta non viene accettata si arriva al tribunale.
A differenza dei software con essa distribuiti, la GNU GPL non è liberamente modificabile: copiarla e distribuirla è permesso, ma modificarla è vietato. La FSF permette di creare nuove licenze basate sulla GNU GPL, a patto che tali licenze non usino il suo preambolo senza permesso. Dato che, solitamente, la nuova licenza non è compatibile con la GNU GPL, la FSF sconsiglia di creare versioni modificate.


Copyleft
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'espressione inglese copyleft, gioco di parole su copyright, indica un tipo di licenza libera per la quale pur garantendo le libertà previste dalla definizione, vengono imposte delle restrizioni sul rilascio di opere derivate in modo tale da far sì che queste si mantengano sempre libere, generalmente sotto la stessa licenza dell'opera originale.
L'espressione copyleft, in un senso non legale, può essere vista come il contrario di copyright, perchè priva l'autore dell'opera di alcuni suoi diritti e li cede all'utente. Naturalmente è l'autore stesso che decide di usare tale tipo di licenza e quindi è lui stesso che decide di perdere alcuni suoi diritti.
Esempi di licenze copyleft per il software sono la GNU GPL e la GNU LGPL, per altri ambiti le licenze Creative Commons con la clausola share alike.

Come si applica il copyleft
La pratica comune per raggiungere lo scopo di imporre la libertà di copia e distribuzione di una creazione o di un lavoro, compresi tutti i suoi derivati, è quella di distribuirlo con una licenza. Una licenza di questo tipo tipicamente garantisce a chiunque possegga una copia di un lavoro le stesse libertà del suo autore, incluse le quattro libertà basilari indicate da Stallman:

  1. la libertà di usare a propria discrezione e di studiare quanto ottenuto
  2. la libertà di copiare e condividere con altri
  3. la libertà di modificare
  4. la libertà di ridistribuire i cambiamenti e i lavori derivati

Queste libertà, in ogni caso, non assicurano che un lavoro derivato sarà distribuito sotto le stesse condizioni illimitate; per far sí che il lavoro sia sotto licenza copyleft occorre che la licenza si assicuri che il possessore della copia derivata la possa distribuire solo con lo stesso tipo di licenza.
Altre condizioni aggiuntive che possono eliminare possibili impedimenti per l'uso libero, la distribuzione e la modifica delle copie sono:

  • assicurarsi che la licenza copyleft non possa essere revocata;
  • assicurarsi che il lavoro e le sue versioni derivate siano distribuite in una forma che ne facilitino le modifiche (per esempio nel caso del software questo equivale a richiedere la distribuzione del codice sorgente e che la compilazione di questi possa avvenire senza impedimenti di sorta, quindi chiedendo la distribuzione anche di tutti gli script ed i comandi utilizzati per tale operazione);
  • assicurarsi che il lavoro modificato sia accompagnato da una descrizione per identificare tutte le modifiche apportate all'opera originaria mediante manuali utente, descrizioni, ecc.

Più comunemente, queste licenze copyleft, per avere qualche tipo di efficacia, hanno bisogno di usare in modo creativo le regole e le leggi che disciplinano le proprietà intellettuali, per esempio quando si tratta della legge sul copyright (che è il caso principale) tutte le persone che in qualche modo hanno contribuito al lavoro protetto dal copyleft devono divenire co-detentori del copyright di quel lavoro ed allo stesso tempo rinunciare ad alcuni dei diritti garantiti dal copyright, per esempio rinunciare al diritto di essere l'unico distributore delle copie di tale lavoro.
La licenza non deve essere altro che un metodo per raggiungere gli scopi del copyleft; la licenza dipende dalle leggi che governano le proprietà intellettuali e poichè queste leggi possono essere differenti in diversi paesi, allora la licenza può essere differente a seconda del paese in cui è applicata in modo da adattarsi al meglio alle leggi locali. Per esempio in alcuni stati può essere accettabile la vendita di software senza garanzia (come indicato negli articoli 11 e 12 della licenza GNU GPL versione 2.0), mentre in altri, come in molti stati europei, non è possibile non fornire nessuna garanzia su un prodotto venduto, per queste ragioni l'estensione di queste garanzie sono descritte in molte licenze di copyleft europee (vedere la licenza CeCILL, una licenza che permette l'uso della GNU GPL – art. 5.3.4 della licenza CeCILL – in combinazione con una garanzia limitata – art. 9).

EtimologiaIl termine copyleft, secondo alcune fonti, è venuto da un messaggio contenuto in Tiny BASIC, una versione distribuita liberamente del linguaggio BASIC scritta da Li-Chen Wang alla fine degli anni '70. Il listato dei programmi conteneva le frasi "@COPYLEFT" e "ALL WRONGS RESERVED" (TUTTI I TORTI RISERVATI), giochi di parole su "copyright" e "all rights reserved" (tutti i diritti riservati), frase comunemente usata nelle dichiarazioni di copyright.Richard Stallman afferma che la parola viene da Don Hopkins, che definisce come una persona molto immaginosa, il quale gli mandò una lettera nel 1984 o 1985, nella quale era scritto: "Copyleft — all rights reversed." (Copyleft — tutti i diritti rovesciati. [1])All'inizio degli anni '70 è stato usato nei Principia Discordia il termine kopyleft con la notazione "All Rites Reversed", che in inglese ha lo stesso suono di "All Rights Reserved"; il significato letterale è Tutti i riti rovesciati ma ha lo stesso suono della frase Tutti i diritti riservati. Può essere stata questa la fonte di ispirazione di Hopkins o di altri.Ci sono problemi nel dare una definizione al termine "copyleft" per la controversia che lo caratterizza. Il termine creato come un'affascinante contro-parte del termine "copyright", originariamente un sostantivo, indica il tipo di licenza rilasciata sotto GNU General Public License ideata da Richard Stallman come parte del lavoro della Free Software Foundation. Quindi, "il tuo programma è coperto da copyleft" è quasi sempre considerato come un programma rilasciato sotto licenza GPL. Quando viene usato come verbo, in inglese ma intraducibile in italiano, "he copylefted his most recent version", è meno precisa la definizione da darsi e può riferirsi a qualsiasi delle molte simili licenze, riferendosi così ad una idea presente nell'immaginario collettivo "diritto di copia". Guardare la prossima sezione per ulteriori dettagli in merito.

Software Open Source rilasciato sotto licenza copyleft e non
Il copyleft è una delle caratteristiche chiave che distinguono vari tipi di licenze di software Open source. Alla fine il copyleft è divenuto l'argomento chiave nella battaglia ideologica tra il movimento Open source e il movimento per il software libero: il copyleft è l'abbreviazione di un meccanismo legale che assicura che i prodotti derivati da un lavoro coperto da licenza rimangano liberi (cosa che non è obbligatoria in un approccio "open source"). Se il concessionario di un lavoro coperto da copyleft distribuisce dei lavori derivati che non sono coperti dalla stessa (o in alcuni casi da una simile) licenza copyleft, allora dovrà affrontare delle conseguenze legali: per molti lavori in copyleft questo perlomeno implica che alcune condizioni della licenza cessino, lasciando il (precedente) concessionario senza il permesso di copiare e/o distribuire e/o mostrare pubblicamente e/o preparare prodotti derivati dal software, etc.
Molte licenze software open source, come quelle usate dai sistemi operativi BSD, l'X Window System e il web server Apache, non sono licenze copyleft in quanto non richiedono di distribuire le opere derivate con la stessa licenza. esiste un dibattito in corso su quale classe di licenze fornisce un più ampio grado di libertà. Questo dibattito è incardinato su questioni complesse quali la definizione di libertà e su quali libertà siano più importanti. Viene talvolta sostenuto che le licenze copyleft tentano di massimizzare la libertà di tutti i potenziali riceventi futuri (libertà dalla creazione di software proprietario), mentre le licenze di software libero non-copyleft massimizzano la libertà del ricevente iniziale (libertà di creare software proprietario). Da un punto di vista simile, la libertà del ricevente (che è limitata dal copyleft) può essere distinta dalla libertà del software stesso (che è assicurata dal copyleft).

Copyleft forte e debole
Il copyleft su un programma è considerato più o meno forte a seconda del modo in cui si propaga nelle opere derivate. Con "copyleft debole" ci si riferisce alle licenze per cui non tutte le opere derivate ereditano la licenza copyleft, spesso a seconda del modo in cui sono derivate.
Queste sono generalmente utilizzate per la creazioni di librerie software, per permettere ad altro software di linkarle e di essere redistribuito, senza la necessità di essere distribuito con la stessa licenza copyleft. Solo le modifiche al software sotto copyleft debole stesso devono essere necessariamente ridistribuite, non quelle del software che lo linka. Questo permette a programmi sotto qualunque licenza di essere compilati e linkati a librerie sotto copyleft come la glibc (una libreria standard usata da molti programmi) ed essere ridistribuiti senza bisogno di adottarne la licenza.
Un esempio di licenze software libere che usano il copyleft forte sono la GNU General Public License e Arphic Public License. Alcune licenze libere che usano il copyleft debole sono la GNU Lesser General Public License (LGPL) e la Mozilla Public License. Esempio di licenze libere non copyleft sono la licenza BSD, la licenza MIT e la licenza Apache.

Copyleft completo e parziale
Copyleft "completo" e "parziale" fanno riferimento ad un altro aspetto: il copyleft completo si ha quando tutte le parti di un lavoro (eccetto la licenza stessa) possono essere modificate da autori successivi. Il copyleft parziale implica che alcune parti della creazione siano esenti dalla modifica illimitata, o in altro modo non completamente soggette a tutti i principi del copylefting, ad es., nelle creazioni artistiche il copyleft completo talvolta non è possibile o desiderabile.

Share alike
Molte licenze share alike (condividi allo stesso modo) sono licenze copyleft parziali (o non complete). La share alike, tuttavia, implica che qualsiasi libertà garantita in relazione al lavoro originale (o le sue copie) rimanga immutata in qualsisasi lavoro derivato: ciò implica ulteriormente che ciascuna licenza copyleft completa è automaticamente una licenza share alike (ma non il contrario!). Invece di usare il motto del copyright "tutti i diritti sono riservati", o quello del copyleft completo "tutti i diritti sono rovesciati", le licenze share alike utilizzano piuttosto l'affermazione "alcuni diritti sono riservati". Alcune permutazioni della licenza Creative Commons sono un esempio di una licenza share alike.

L'ideologia
Per molte persone, il copyleft è una tecnica che usa il copyright come mezzo per sovvertire le restrizioni, tradizionalmente imposte con il copyright, allo sviluppo e alla diffusione della conoscenza. Secondo questo approccio, il copyleft è in primo luogo uno strumento di un'operazione su vasta scala che ha come obbiettivo quello di eliminare permanentemente tali restrizioni.
Nonostante "copyleft" non sia un termine legale, è visto dai sostenitori come uno strumento giuridico all'interno del dibattito politico e ideologico sulle opere d'ingegno. Alcuni vedono il copyleft come un primo passo per liberarsi da ogni tipo di legge sul copyright. Il software nel pubblico dominio, senza una protezione come il copyleft, è vulnerabile. Gli sviluppatori non avrebbero restrizioni alla diffusione e vendita di forme binarie prive di documentazione e del codice sorgente. Se le leggi sul copyright fossero abolite in toto, non ci sarebbe modo di far valere una licenza copyleft, ma ne diminuerebbe anche la necessità (eccetto per quanto riguarda il software hoarding).

Il copyleft è "virale"?
Viene talvolta utilizzata per le licenze copyleft la locuzione licenze virali di copyright, spesso da coloro che sentono di ricerverne un danno, poichè ogni lavoro derivato da uno copyleft deve utilizzare la stessa licenza. In particolare i lavori copyleft non possono essere incorporati legalmente in altri che non vengono distribuiti senza sorgente, come la maggior parte dei prodotti commerciali, senza il permesso specifico degli autori; di conseguenza il loro uso nell'industria è persantemente limitato al solo uso interno.
Il termine virale implica una propagazione paragonabile a quella del virus biologico attraverso un intero organo di cellule simili o corpi di specie simili. Nel contesto di contratti o licenze con valore legale, virale si riferisce a qualsiasi cosa che si diffondi automaticamente "attaccandosi" a qualcos'altro, sia che ciò sia valore aggiunto al prodotto o meno.
Chi parla a favore del copyleft fa notare che estendere esageratamente l'analogia tra licenze copyleft e i virus per computer è inappropriato, poichè i virus informatici in genere infettano i computer senza che l'utente ne sia consapevole e cercano di inflggere danni, mentre gli autori di software derivato sono consapevoli della licenza copyleft del lavoro originale e gli utenti del lavoro derivato potrebbero beneficiarne. Molti evitano il termine virale a causa delle sue connotazioni negative.
Quando Microsoft e altre società parlano della licenza GPL come licenza "virale", esse potrebbero riferirsi all'idea che ogni volta un nuovo prodotto viene pubblicato sotto tale licenza esso riceve una risposta positiva dal pubblico; questo feedback spinge gli autori a pubblicare il proprio software sotto questa licenza, con il risultato di una crescita - per l'appunto - "virale".
Uno dei vantaggi più frequentemente citati della licenza GPL è la possibilità di poter riutilizzare codice scritto da altri per risolvere un problema invece di essere costretti a "reinventare la ruota" e a doverne scrivere uno nuovo da zero (il che può anche portare ad algoritmi migliori, ma sicuramente è più dispendioso in termini di tempo).
Alcuni oppositori del copyleft sostengono che anche una sola riga di codice in copyleft in un prodotto di milioni di righe è sufficiente a rendere l'intero prodotto copyleft. Questa affermazione è scorretta perchè:

  • Una sola riga di codice in quanto tale difficilmente può essere considerato un lavoro protetto da copyright. (Se ogni singola parola di ogni singolo testo protetto da copyright fosse esso stesso protetto da copyright, cosa sarebbe possibile scrivere senza violare milioni di copyright in una volta sola?)
  • Anche se il codice in copyleft costituisse una parte sostanziale del prodotto in copyright, questo non è sufficiente a cambiare in automatico la licenza del prodotto. Sostanzialmente, è illegale riprodurre un prodotto in copyright derivato da un prodotto in copyleft, a meno che chi possiede il copyright non decida di usare una licenza compatibile (non necessariamente copyleft).

Alcune licenze copyleft vastamente utilizzate come la GPL specifica che programmi in copyleft possono interagire con programmi non in copyleft finchè la comunicazione rimane a livelli relativamente semplici, come ad esempio eseguire il programma in copyright con parametri. Quindi, anche se si mette un modulo coyleft in licenza GPL in un programma non copyleft, la comunicazione tra essi dovrebbe essere legale finchè è sufficientemente limitata.


Data creazione : 06/12/2004 - 04:00
Ultima modifica : 10/01/2010 - 18:33
Categoria : Conoscerlo
Pagina letta 2145 volte


Anteprima di stampa Anteprima di stampa     Stampa pagina Stampa pagina


Opinioni su questo articolo


Commento n. 1 

da Samuele il 22/12/2011 - 13:09

Buongiorno Sig. Giorgio mi chiamo Samuele e le faccio i miei complimenti per il suo sito molto ordinato chiaro e semplice...anche per un cadetto di Linux come me.e

Proprio per la semplicità con cui espone gli argomenti vorrei chiederle il permesso di utilizzare i suoi testi per promuovere l'open source nella scuola elementare dei miei figli dove mi son preso l'impegno di sistemare l'aula di informatica attraverso una rete LTSP.

Mi piacerebbe elaborare un piccolo opuscoletto(max 20 facciate A5) dove esporre ai genitori le questioni più importanti spiegate in questo sito.

Avrò cura naturalmente di citare la fonte dei testi!

Nell'attesa di una sua risposta via mail porgo cordiali saluti.

Grazie

Samuele



Traduci



Trova una distro

Ultime Distribuzioni
Ultimi Pacchetti
Info Utili
^ Torna in alto ^