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Guida utile di Eva a Ubuntu 9.10 - da Giorgio Beltrammi il 23/11/2009 - 16:03

Articolo originale

ubuntu.pngBenvenuti alla terza edizione della Guida utile di Eva a Ubuntu! Questa guida contiene molti suggerimenti per migliorare e personalizzare la nuova installazione di Ubuntu 9.10 "Karmic Koala". Ho utilizzato varie distribuzioni di Linux dal 1998, e Ubuntu fin dalla sua prima versione del 2004.
Nel corso degli ultimi cinque anni, ho accumulato una certa esperienza nella installazione e manutenzione di sistemi Ubuntu. Questa guida è stata intesa dapprima come mio punto di riferimento, ma ho poi pensato che potesse essere utile a tutti coloro che vogliono ottenere il meglio dalla propria Ubuntu box.

Indice
  1. Codec multimediali, supporto DVD e altro
  2. Utilizzare il Gnome Control Center
  3. Impostare Firefox e Thunderbird
  4. Installare software utili
  5. Software di sistema per l'amministrazione
  6. Come installare i font
  7. Maggiore supporto alle lingue
  8. Come forzare l'architettura dei pacchetti
  9. Come installare Virtualbox
  10. Monitor esterno con NVidia
  11. Problemi hardware specifico
  12. Tips & Tricks
  13. Varie
  14. Ubuntu branding
  15. Considerazioni finali

Nota: Tutti i comandi in rosso dovrebbero essere eseguiti in un terminale: Applicazioni → Accessori → Terminale
Non dovete necessariamente digitare i comandi! Basta copia/incollarli usando il mouse.

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Come ripristinare Grub In Ubuntu - da Giorgio Beltrammi il 21/11/2009 - 23:30

Articolo originale

Se avete installato un dual boot di Windows o Mac OSX sulla vostra macchina Ubuntu, potreste accorgervi che il vostro bootloader Groob è stato cancellato e non potete avviare nessuno dei vostri sistemi. Se questo è il vostro caso, il solo modo di ripristinare Grub nel vostro sistema Ubuntu.Ripristinare Grub è molto semplice. Tutto quello di cui avete bisogno e di un Live CD di Ubuntu (dovreste già averlo se avete installato Ubuntu).

Avviate il vostro live CD.
Nel desktop aprite il Terminale (Applicazioni → Accessori → Terminale) e digitate il seguente comando:
sudo grub
Questo lo trasformerà in modalità grub.
find /boot/grub/stage1
Ciò localizzerà la vostra partizione di boot. Se conoscete già questa collocazione, ignorate questo passaggio
root (hd0,0)
Sostituite (hd0,0) con il numero della vostra partizione di boot. Se il vostro Ubuntu è installato nella seconda partizione, allora cambiatelo a (hd0,1)
setup (hd0)
quit

Riavviate il vostro sistema. Dovreste ora essere in grado di accedere al bootloader Grub.

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Adattare Grub 2 - Il modo semplice - da Giorgio Beltrammi il 21/11/2009 - 23:23

Se state usando Linux, ci sono buone probabilità che la vostra distribuzione scelta usi Grub come bootloader predefinito. Grub ha servito bene per molti anni, ma comincia a mostrare i suoi anni. Come con tutti i software, non ci vuole molto prima che l'ultima-e-migliore diventi vecchia-e-decrepita. Le dotazioni si sono accumulate in Grub, senza stare troppo a pensare di sviluppare il programma di base. Alla fine ciò ha portato ad un mosaico disordinato che nessuno si preoccupava di mantenere. A questo punto è nato Grub2. E 'una completa riscrittura da zero, con una struttura completamente ridisegnata. Questo nuovo Grub ci offre potenti funzionalità come istruzioni condizionali (if / then, etc), aggiornamenti intelligenti e alcune migliorie notevoli alla grafica.

Ottenere Grub2

Attualmente, se si desidera utilizzare Grub2, la cosa migliore è quello di usare Ubuntu 9.10 (Karmic Koala). Se volete solo giocarci un po' e vedere che cosa può fare, senza rischiare il vostro sistema, io suggerirei di eseguirlo all'interno di una macchina virtuale, come descritto qui, ma naturalmente con Ubuntu 9.10.

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Installare Minitube in Ubuntu 9.10 (Karmic) - da Giorgio Beltrammi il 21/11/2009 - 23:16

Articolo originale

Minitube è un client nativo per YouTube. Con esso potete vedere i video di YouTube in un modo tutto nuovo: digitate una parola chiave, Minitube vi offre i video in streaming. Minitube non richiede il Flash Player.
Minitube non clona la interfaccia web originale di YouTube, mira a creare una esperienza molto simile alla TV.

La versione attuale è la 0.8, rilasciata il 16 novembre 2009. Qui ci sono le principali modifiche:

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Helena, Linux Mint 8.0 - da Giorgio Beltrammi il 19/11/2009 - 22:54

mint.pngLa recente sortita di Ubuntu 9.10 'Karmic' ha, come sempre, dato avvio alle fasi finali di sviluppo di una distro tra le più famose e più amichevoli del mondo, Linux Mint, che ha raggiunto l'ottavo rilascio della sua esistenza.
Linux Mint 8.0, nome in codice 'Helena', è la prossima versione di Mint e la RC1 è stata offerta al pubblico il 12 novembre 2009 per il testing finale prima del rilascio della stabile.
Non potevo evitare di provare questa nuova versione e l'ho subito scaricata, per un ammontare di poco meno di 700 MB di ingombro che, a 200 KB/s ha richiesto circa 55 minuti di download.
La masterizzazione è avvenuta in Ubuntu 9.04 usando il programma di masterizzazione integrato, alla velocità consueta di 8x. Dopo circa 5 minuti, il disco era pronto per essere etichettato e provato.

Indice
  1. Live
  2. Installazione
  3. Novità
  4. Usare Helena
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Release - NuTyX 2009.1 - da Giorgio Beltrammi il 18/11/2009 - 17:10

nutyxThierry Nuttens ha annunciato il rilascio di NuTyX 2009.1, una distribuzione orientata al desktop, francese, basata su Linux From Scratch con un gestore dei pacchetti ibrido (binario e sorgente) tratto da CRUX. La nuova release giunge con numerose nuove dotazioni, compresa la prima edizione con GNOME, la capacità di installare la distribuzione su volumi LVM, un installer di sistema testuale semplificato ed un front-end grafico per il gestore dei pacchetti. Fate riferimento all'annuncio di rilascio (in francese) per ulteriori dettagli. La distribuzione è disponibile in numerose edizioni in base alle scelte desktop dell'utente; ci sono CD di installazione con LXDE, Xfce 4.6.1, KDE 4.3.3 e GNOME 2.28.1.
Links diretti per il download:
NuTyX_i686-2009.1-LXDE.iso (293MB, MD5), NuTyX_i686-2009.1-XFCE.iso (565MB, MD5,
NuTyX_i686-2009.1-GNOME.iso (550MB, MD5), NuTyX_i686-2009.1-GNOME.iso (703MB, MD5).

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Release - KNOPPIX 6.2 - da Giorgio Beltrammi il 18/11/2009 - 17:04

knoppixKlaus Knopper ha rilasciato KNOPPIX 6.2, una nuova versione del popolare live CD/DVD basato su Debian, con LXDE come desktop di default: "La attuale versione 6.2 è stata completamente aggiornata da Debian 'Lenny', 'Testing' e 'Unstable' ed usa il kernel 2.6.31.6 e X.Org 7.4. Microknoppix è una completa riscrittura del sistema di boot di KNOPPIX, dalla versione 6.0 e oltre, con le seguenti caratteristiche: elevata compatibilità con la sua base Debian; procedura di boot accelerata; LXDE come ambiente grafico - un desktop molto leggero e veloce con un tempo di avvio estremamente ridotto e basse richieste di risorse; quantità di software preinstallato molto ridotta nella versione CD; configurazione network gestita da NetworkManager...." Leggete il resto delle note di rilascio per maggiori dettagli.
Scaricate il DVD, CD o la speciale ADRIANE edition con dotazioni di accessibilità per disabili visivi:
KNOPPIX_V6.2DVD-EN.iso (3,675MB, MD5, torrent), KNOPPIX_V6.2CD-EN.iso (691MB, MD5, torrent),
KNOPPIX-ADRIANE_V6.2CD-EN.iso (691MB, MD5, torrent).

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Release in sviluppo - Chakra Alpha 4 - da Giorgio Beltrammi il 18/11/2009 - 16:56

chakraPhil Miller ha annunciato la disponibilità della quarta alpha release di Chakra, una distribuzione desktop ed un live CD con KDE 4, basata su Arch Linux: "Abbiamo il piacere di annunciare il rilascio della alpha 4, chiamata 'NewAge', del nostro Chakra live media. Moltissimi cambiamenti rispetto alla alpha 3. Abbiamo un nuovo tema di KDE 4; Tribe può installare punti di montaggio adattati ed abbiamo apportato numerosissime correzioni. KDEmod aggiornato alla versione 4.3.3. Il riconoscimento hardware di Chakra è garantito dal pacchetto X.Org Server 1.7.1.901, quindi sono supportati solo drivers NVIDIA, per il momento. I cambiamenti e le aggiunte più importanti rispetto alla alpha 3: Linux kernel 2.6.31.6 con patch fglrx; aggiornati i Chakra tools (aqpm, shaman, chase); supporto ATI Catalyst temporaneamente sospesi...." Qui c'è un completo annuncio di rilascio.
Download: chakra-minimal-i686-091116-alpha4.iso (674MB, MD5), chakra-minimal-x86_64-091116-alpha4.iso (687MB, MD5).

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Release - Fedora 12 - da Giorgio Beltrammi il 18/11/2009 - 16:45

fedoraFedora 12, l'ultima versione del popolare sistema operativo per desktops e servers, è stato rilasciato: "Il Fedora Project, una sponsorizzazione di Red Hat Inc. ed una collaborazione supportata dalla comunità open source, ha annunciato la disponibilità di Fedora 12, l'ultima versione del sistema operativo open-source. Fedora 12 include robuste applicazioni per utenti desktop, amministratori, sviluppatori e appassionati dell'open source. I nuovi miglioramenti inclusi in Fedora 12 comprendono la nuova generazione di Ogg Theora video, miglioramenti alla virtualizzazione ed avanzamenti a NetworkManager, tra i numerosi altri." Leggete la press release, l'annuncio di rilascio e le note di rilascio per ulteriori informazioni.
Download (mirrors, torrents):
Fedora-12-i686-Live.iso (654MB, SHA1, torrent),
Fedora-12-i686-Live-KDE.iso (681MB, SHA1, torrent),
Fedora-12-x86_64-Live.iso (656MB, SHA1, torrent),
Fedora-12-x86_64-Live-KDE.iso (685MB, SHA1, torrent).

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Release - openSUSE 11.2 "Edu Li-f-e" - da Giorgio Beltrammi il 18/11/2009 - 16:36

suseJigish Gohil ha annunciato il rilascio della "Edu Li-f-e" edition di openSUSE 11.2, una variante di openSUSE disegnata per bimbi e studenti, con applicazioni scolastiche, ambiente desktop Sugar, software LTSP server e supporto pronto all'uso per riproduzione multimediale: "La comunità openSUSE Education è orgogliosa di annunciare openSUSE-Edu Li-f-e - Linux per l'educazionebasato su openSUSE 11.2. Il Li-f-e contiene il miglior software che openSUSE possa offrire, come un ambiente desktop conosciuto, applicazioni educative, suites per lo sviluppo, multimedia ed una ottima esperienza per l'utente. Alcuni highlights su quanto questa distribuzione possa essere ottima: ambienti desktop di ultima generazione - GNOME 2.28 (default), KDE 4.3.x, Sugar 0.86, IceWM; le applicazioni comprendono moltissimi programmi educativi, grafici, di sviluppo, suite per ufficio ed un completo supporto multimediale; LTSP server...." Leggete il resto dell'annuncio di rilascio per ulteriori dettagli.
Download: openSUSE-Edu-li-f-e-11.2-1-i686.iso (2,929MB, MD5, torrent).

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Il desktop fallito di Linux - da borgio3

Ho letto un articolo molto interessante (in inglese), proprio questa mattina; un articolo suggeritomi da Tuxmachines. Le ragioni dell'insuccesso di Linux sul desktop sono molteplici, ma rimane il fatto indiscutibile che Linux ha fallito nuovamente il suo obiettivo di vincere la battaglia sul mercato desktop.
Le promesse fatte in passato, le dichiarazioni succedutesi di anno in anno e l'entusiasmo megalomane di alcuni personaggi di spicco nel mondo Linux (come indicato nell'articolo in oggetto), hanno fatto acqua e la nave non solo non solca le onde del mercato desktop, ma rischia di affondare.
Non ne sono personalmente preoccupato, ma mi convinco maggiormente del fatto che la vita degli utenti desktop di Linux è destinata a rimanere difficile e tormentata. Ed in ciò io vedo anche i lati positivi, laddove "difficile" imponga agli utenti l'impegno a fare le cose per bene e dove "tormentato" induca gli utenti svogliati ad andarsene dal mondo Linux che, per questo, non soffrirà.
Nel desktop Linux non ci credono i produttori hardware, non ci credono gli investitori, non ci crede il mercato in generale e non ci credono soprattutto i consumatori.
Non è una mia opinione, è un dato di fatto per il quale l'utenza Linux è passata dallo 0.7% all'1% in due anni; un incremento non proprio forriero di entusiasmi finanziari e di mercato.
Anche il mercato Netbook è collassato sotto la rassicurante oppressione Windows e il desktop Linux è rimasto un fantasma a cui la gente comune non guarda, o ne ha una visione distorta e terribile.

In fondo cosa potrebbe rendere effettivamente appetibile il dekstop Linux presso gli utenti:

  1. Innovazione
  2. Hardware pienamente compatibile
  3. Software di facile impiego
  4. Connettività perfetta
  5. Prezzo concorrenziale
  6. Affidabilità
  7. Usabilità
  8. Assistenza

Cosa viene offerto attualmente, e al 100%, di quanto elencato? Pressochè nulla!

Cosa c'è di effettivamente innovativo nel desktop Linux? Compiz? Il Pager? Il Terminale? GNOME? KDE? Xfce? Enlightenment?
Il primo ha effetti grafici che sono senz'altro strabilianti, ma che in definitiva non aumentano la usabilità più di quanto MacOS X non offrisse 6 anni fa.
Il Pager è uno strumento in larga misura attualmente inutile, date le dimensioni dei monitor per PC o degli schermi dei portatili disponibili sul mercato. Rimane forse qualche margine di impiego nel mondo dei Netbook, ma quale utente abituato a Windows potrebbe capirne i vantaggi e usarlo con profitto?
Il Terminale non è un oggetto innovativo. Lo è nella mentalità di chi (ancora) non lo conosce, ma scoprirà presto che non gli migliora la vita nell'uso del sistema desktop di Linux, anzi!
Forse che l'ibernazione sia una innovazione? Potrebbe esserlo se almeno funzionasse sempre e con prestazioni adeguate, come quelle di MacOS X, ma sappiamo bene, da utenti Linux, che non è proprio così.
I vari dekstop environment hanno architetture e basi così diverse da creare divisioni intestine tra i vari programmatori, interfacce differenti, soluzioni differenti, strumenti differenti, ma non apportano alcunchè di innovativo rispetto a quello che è già oggi disponibile in altri sistemi all'arrembaggio del mercato.
L'innovazione attuale nel dektop Linux è l'inclusione o meno di un software particolare e la virtualizzazione che, per avere prestazioni accettabili/professionali, richiede comunque il pagamento e l'accettazione di licenze e forzature commerciali.

La questione "Hardware Compatibile" rimane ancora oggi la vera spina malefica che invalida il mercato desktop di Linux. Il plug-and-play è un miraggio per molti utenti e l'uscita delle nuove versioni delle varie distribuzioni, mette ogni volta in crisi le certezze dell'utenza, al riguardo delle proprie dotazioni hardware; esempio ne sia la recentissima uscita di Ubuntu 9.10 'Karmic Koala' che ha scatenato le ire di migliaia di utenti. Allo scrivente medesinmo, ha creato difficoltà cruciali al riguardo della internet key HUAWEI E1692.
A questo va poi abbinato il fatto che l'assistenza non è capillare da parte della distribuzione Linux scelta e tantomeno da parte delle aziende produttrici di hardware che, quando sentono la parolina magica 'Linux', fingono persino di non sapere cosa sia.
Non è sensato nemmeno trincerarsi dietro alla scusante per la quale sono i produttori hardware ad avercela con Linux, in quanto non rilasciano i drivers per la periferica da loro commercializzata. In tempi di crisi, spendere non è un verbo di cui se ne voglia fare un uso ampio e magnanimo e produrre drivers alternativi ha un costo, maggiorato dal fatto che forse non se ne vedrà nemmeno il compenso.
Se ci mettessimo un attimo dalla parte di chi deve investire, a chi daremmo i nostri soldi a Debian? A Canonical? A Mandriva? A Novell? A Gentoo? A Patrick Volkerding? Ad Arch Linux? O a quale delle centinaia di progetti Linux desktop in attività?
Ammettiamolo! Se dovessimo investire il nostro denaro nell'informatica desktop, lo faremmo con la dichiarata intenzione di aumentare il capitale investito e lo faremmo con una Azienda, non con un ideale o con prospettive future che sono rimaste prospettive croniche!

Il software disponibile su Linux, pur ammontando a svariate migliaia di applicativi e strumenti, si riduce a poche decine di prodotti veramente ben fatti e in grado di sostituire o soppiantare il software proprietario. Certo, le applicazioni di uso medio sono più che sufficienti e l'utenza ne sarebbe pienamente soddisfatta, ma dal canto professionale la situazione è veramente triste. Gli strumenti disponibili nel mondo desktop commerciale dispongono di caratteristiche che mancano drammaticamente nel mondo desktop Linux, a cominciare dalla grafica, per non parlare della multimedialità e del software gestionale, per non trascurare poi l'ambito del web editing ed altro.
Non va poi dimenticato il fatto che la gestione del software, nel dektop Linux, impone (per ragioni più che valide) l'uso dell'account di root che, sebbene facile da usare, è vissuta dagli utenti Windows come una inutile perdita di tempo. Non mi addentro nella disquisizione sulle dipendenze che l'utente medio non solo non capisce, ma non vuole nemmeno capire; per lui quello che conta è che il programma funzioni subito.

Oggi la connettività con il web non è un privilegio, ma un diritto ed è così vero che l'informatica desktop si stà spostando verso il "cloud computing" a larghi passi, per cui gli utenti useranno strumenti non residenti nel proprio pc, ma in rete. Ne consegue che il poter connettersi al web è un "must".
Purtroppo in Italia la copertura Web ADSL è ridicola e non si accenna nemmeno a WIMAX e se, a questo handycap, si aggiunge che non tutto l'hardware adibito alla connettività è supportato in Linux, si capisce come il sistema del Pinguino sia destinato ad avere sempre qualcosa in meno da offrire. Anche lo spasmodico rilascio di versioni dello stesso sistema (Ubuntu, Fedora, openSUSE, Mandriva, per nominare le più conosciute distro disponibili) ogni sei/otto mesi, crea spesso così tante magagne alle connessioni, da far scappare chi si avvicina al mondo del Software libero; magagne relative alla compatibilità, alla rimozione di drivers, a bug del kernel e a tanti altri motivi che hanno un solo risultato finale, la connessione al web smette di funzionare e bisogna diventare pazzi a capire prima il perchè e poi a trovare la soluzione ed applicarla.
Il successo intramontabile di XP è stato decretato dalla sua sostanziale affidabilità nel tempo e dal fatto che il sistema continuava a funzionare sullo stesso computer anche dopo anni di servizio, pochi aggiornamenti e molte manutenzioni. Con Ubuntu ciò che va con una versione, potrebbe non andare con quella dopo, cioè centottanta giorni dopo.
Non c'entra nulla il fatto che Windows si becca i virus o fa aggiornamenti di nascosto, o che ha il file system confuso, o che il disco necessita di defrag. Il fatto è che funziona per quello che l'utente chiede e sullo stesso hardware, anche se bisogna reinstallare tutti i driver. Se su Linux non c'è il driver, non c'è più nulla da fare e i driver non ci sono per tutto.

Linux, in una delle tante distribuzioni disponibili non ha un costo per l'utente e questo è uno dei vantaggi maggiori percepiti dalla gente, ma se si considerano le difficoltà legate alla compatibilità hardware, il costo di far andare una Linux box, potrebbe non essere indifferente. Supponendo che una stampante non sia supportata da Linux, o che un modem USB non venga visto, o che una fotocamera non sia supportata, pensate che l'utente voglia spendere altro denaro per usare Linux, quando quello stesso hardware su altri sistemi commerciali funziona alla perfezione?
Non credo.
Il costo non è solo in termini di soldi, ma anche in termini di tempo e spesso (specie dopo il rilascio della nuova versione), il tempo da impiegare per far funzionare una periferica è troppo per essere considerato accettabile - sempre ammesso che l'utente ce la faccia a capire cosa deve fare.

L'affidabilità di un sistema Linux, una volta configurato a dovere, è leggendaria e inattaccabile, ma quando la nuova versione si insedia nello stesso computer, la sua affidabilità è messa spesso a repentaglio. Se un utente è entrato nel mondo Linux con Ubuntu 8.10 e si è trovato subito bene, potrebbe avere avuto dei problemi nel passaggio alla versione 9.04 e se anche li avesse risolti, dopo svariate sedute di configurazione - cominciando quindi a percepire l'affidabilità di Linux non più tanto indiscutibile - con il passaggio alla versione 9.10 potrebbe convincersi che Linux non è affidabile se ad ogni nuovo aggiornamento si deve cominciare tutto d'accapo.
Non ci si può trincerare dietro la frase scontata "Basta non fare l'avanzamento di versione!". Se vengono pubblicate nuove versioni, significa che ci sono delle migliorie e se ci sono delle migliorie, perchè non prenderne possesso?
Il fatto è che le migliorie presuppongono, quasi sempre, dei peggioramenti almeno iniziali e questo non è bello.

Io, che uso solo Linux sul desktop da quattro anni, non ho delle ricette che possano dargli una possibilità di essere considerato credibilmente un sistema desktop alternativo. Io lo uso, con entusiasmo e bene.
Penso che l'unica via da percorrere sia quella di rimanere con i piedi per terra, migliorare progressivamente, senza fanatismi o proclami di perfezione e prossima invasione del mondo informatico.
Credo che Linux debba rimanere quello che è, una scelta personale e basta, il mercato è un posto in cui Linux ha solo da rimetterci.

Linux è un bellissimo, interessantissimo progetto, colmo di libertà e condivisione, ma esclusivamente dedicato e utile a persone che vogliono scegliere. Scegliere se usare o meno Linux.
Peccato che il mercato dell'informatica desktop sia gestito dal denaro (come tutto il mercato) e il denaro - chi ha il denaro - ha solo due opportunità:
perderlo o incrementarne il quantitativo posseduto. La prima non è contemplata!

Nel cassetto dei desideri, mi piacerebbe vedere Canonical che completa la sua opera con computer prodotti da lei stessa (UbuntuBox), esteticamente belli, perfettamente funzionanti, innovativi nelle soluzioni ed usabili al massimo grado, magari anche costosi, ma in grado di fare la differenza, senza cercare di somigliare a qualcun altro. Non è affatto obbligatorio che Ubuntu funzioni ovunque. La compatibilità a 360 gradi non si raggiungerà mai, ma chi farà una certa scelta, sarà trattato come merita. Apple (ed i risultati del suo mercato) insegna!
Se tale progetto avrà successo, lo vedremo, ma per quanto tempo Canonical potrà procedere sul percorso intrapreso?

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Pubblicato il 24/11/2009 - 18:23  - commenti  commenti - Leggere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Buone sensazioni - da Giorgio Beltrammi

sorriso.pngLe giornate cominciano talora in modo positivo, talaltra meno.
Io non avevo cominciato male la mia giornata, anzi, ma non c'era effettivamente nulla che me la facesse apparire generosa o entusiasmante e guidare nel traffico cittadino non favorisce in me la positivizzazione della giornata.
Ad un incrocio ho visto un'auto che giungeva alla mia destra e malgrado avessi io la precedenza e valutando che poco dopo mi sarei dovuto fermare al semaforo, l'ho fatta passare.
Il conducente mi ha rivolto un breve, ma evidente segno di gratitudine ed è passato.
Un piccolo atto di generosità ed un breve cenno di gradimento. Fugaci, brevi ma sincere migliorie della giornata di entrambi, ma testimonianze del fatto che basta poco per sentirsi meglio e migliori.
Se ogni giorno fossimo tutti in grado di scambiarci cortesie e ringraziamenti, potremmo rendere le nostre giornate più belle e umane, ne sono più che convinto.
Se anzichè scambiarci dei soldi, ci scambiassimo ciò che di meglio siamo, forse ci sarebbe meno traffico di auto per le strade ed un gran traffico di buone parole, di sorrisi, di comprensione e tolleranza. E' chiedere troppo? E' offrire troppo?
Non credo!

Per inciso, poche centinaia di metri dopo, ero io nella condizione di colui a cui avevo dato strada poco prima e il conducente che aveva la precedenza, ha rallentato e mi ha fatto passare ed io l'ho ringraziato con il semplice gesto di alzare la mano.

Dare strada alle persone non significa solo fermarsi con l'auto e attendere che passino, ma dare strada alla nostra innata generosità.

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Pubblicato il 06/11/2009 - 19:10  - commenti  commenti - Leggere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Fenomeni a Ferragosto - da Giorgio Beltrammi

Io non sono propriamente uno di quelli che amano passeggiare e, ancor meno, amo frequentare i posti-comuni, ovvero quelli che sono frequentati dalle masse di popolo, ma avevo voglia di un gelato e mi sono recato presso una di quelle gelaterie pret-a-porter che si trovano lungo il viale Ceccarini, a Riccione.
Una coppetta bacio e alabama. Buono e fresco che, nella calura delle quattro e mezza, mi ha fatto solo bene.

Ho poi deciso di fare una breve visita al turismo di massa.Di massa in effetti ce n'era veramente poca e, per essere ferragosto - di sabato, mi ha fatto pensare al peso di una crisi che nessuno riesce a capire se c'è o no.
Come sempre accade, ci sono i "fenomeni" che ho osservato con piacere.

C'erano i turisti "Guardate che fisico", quelli che vanno in giro a torso nudo tutto il giorno ed anche di sera, per mostrare il pettorale gonfio (o gonfiato) e l'addominale-tartaruga (Ninja). Camminano a tratti e nel momento di pausa fanno una lenta piroetta, per non escludere nessuno dalla contemplazione del fisico innaturale, ma che-fa-figo.
Sono pompati talora in modo pacchiano ed hanno anche il cattivo gusto di depilarsi e mostrare una follicolite diffusa che, per chi ha la fobia delle malattie, teme che possa trattarsi di un contagiosissimo Herpes Zoster.
Quelli un po' più pudici indossavano una canotta modello "Muratore anni '60" con scollatura anteriore a livello ombelicale.

Poi c'erano i soggetti "Take a look on my tattoo". Canottati, abbronzati, con tatuaggi a tutto braccio, rigorosamente monocolore e con motivi astrusi, ma sempre un po' tra il vichingo, il fantasy e l'horror.
Sono spessissimo dotati di accessori come piercing alla otorinolaringoiatra (labbro-naso-orecchio-lingua), braghe a mezza-chiappa, con mutanda finta-firma, scarpe All Stars-like con lacci rigorosamente li per bellezza e capello a leccata sulla fronte sopra o sotto l'occhiale in cinemascope. Altrimenti mostrano una rapata selvaggia chemio-style.
Anche questi camminano gesticolando con il braccio tatuato, al quale fanno fare piroette alla Yuri Chechi.

Poi c'erano le Trio-trans-girls, che vanno in giro in tre.
Occhialoni a 22 pollici, borsettina porta-salvaslip, camminata maschia, tatuaggio sacro-iliaco, monorecchino e parlata biascicata non a bassa voce.
Mancava loro solo il rutto da 7 secondi ed una grattatina agli ovetti.
Erano al di fuori di qualsiasi desiderio maschile e dei veri e propri maschi mancati. Trans al contrario!

Poi c'erano uno o due esemplari di Femmina verace. Sono quelle femmine del genere umano, alle quali un cinquantenne come me non risparmia una occhiata compiaciuta e un pochino bramosa.
Abitino leggero adagiato su curve ben fatte, a sfiorare un corpo molto ben architettato, camminata soffice, gesti misurati ed un sorrisino traditore della loro consapevolezza di piacere agli uomini.

E infine la Pantera (vecchia) Rosa.
Credetemi, era veramente un fenomeno.
Camminava insieme ad una amica, anche lei ultra 55enne, ma molto meno appariscente.
Suddetta pantera era così abbigliata:
- costumino mare bianco da 7 grammi con reggiseno della Barbie e tanghino infrachiappe, indossato su un fisico evidentemente scaduto/scadente
- sopra al costumino un tulle rosa a mo' di vestito a maniche lunghe, con trasparenza indecente. Peccato che la trasparenza facesse trasparire anche rughe e grinze che sarebbe stato più decoroso celare sotto un più sobrio abito bianco.
- ai piedi due zatteroni 17cm con tomaia bianca
- cavigliera di bigiotteria
- borsone fantasia e cappellone a tesa larga
- Occhialone
Camminava alla funambola, parlando e gesticolando.
Un autentico fenomeno del cattivo gusto, tanto che alcuni ragazzacci ventenni, vedendola passare, si scambiavano gomitate, ridendole quasi direttamente in faccia con una espressione tra l'incredulo e il disgustato.
E' vero che ognuna ha il diritto di andare in giro come meglio le confà, ma ammetto che più che una signora fieramente testimone della sua età, sembrava una tardona con crisi cronologica.

Eh, Riccione è così; passerella di moda e di vergogne che meritano una occhiata, se non altro per convincersi che il mondo è bello perchè è [a]vari[at]o!

Ciao smile

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Pubblicato il 16/08/2009 - 17:23  - 3 commentis 3 commentis - Leggere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

La bella vacanza - da Giorgio Beltrammi

Certo che deve essere molto difficile vivere nelle grandi città del nord. Deve essere proprio una vita dura se cercano tutti di scappare da essa non appena è possibile.
Questa mattina, verso le 7.45, ad un incrocio del centro di Riccione, ho visto i quattro occupanti di una Picasso, sbadigliare all'unisono. Bocche dilatate oltre i limiti umani dell'articolazione temporo-mandibolare. Occhi gonfi di sonno ed una lentezza tipici di chi ha dormito poco e viaggiato troppo.
Era un'auto che proveniva da Milano (così almeno diceva la targa!.

Ho pensato che fossero appena arrivati e che cercassero il loro albergo, ma forse no. Forse erano solo stati fuori tutta la notte a divertirsi, ma i due davanti avevano, ad occhio, almeno 50 anni, mentre le due ragazze di dietro erano poco più che teenager. Avevano, insomma, più l'aria di mamma e babbo che portavano la famiglia al mare.

Ma cosa ci sarà di bello qua, da indurre quei 4 disgraziati a:- alzarsi alle 4 di mattina per prendere la macchina e mettersi sull'autostrada
- mettersi in viaggio sulla strada più noiosa ed affollata d'agosto
- venire in un posto dove, a parte il mare, non c'è altro
- spendere un pacco di soldi per bagnarsi il culo in un lago salato
- dormire poco
- cuocersi al sole
- essere rapinati da bar, gelaterie e ladri veri e propri
Insomma io non capisco che soddisfazione possa esserci a venire in vacanza a Riccione (ma anche Rimini, Cattolica, Bellaria, ecc.). Tutto è ristretto, affollato, carissimo, banale. Eppure la gente ci viene e forse sono io che sono abituato a questi posti.

Tornando alle famiglie che arrivano qui in vacanza, come quella di cui dicevo dianzi, giungono in albergo esausti da un viaggio estenuante, ma visto che il tempo è tiranno e denaro, vogliono sfruttare fino all'ultimo raggio di sole.
Scaricano in fretta la macchina, si piazzano nella camera d'albergo, si cambiano in fretta per mettere la divisa da mare e poi si stendono al sole con la crema protezione 200 (che in sintesi è una mano di cementite) e si addormentano sfiniti.
Quando si svegliano sono letteralmente lessati. Eggià perchè la crema ha fatto l'effetto della stagnola usata per il pesce al cartoccio:
- temperatura cutanea 46°C
- temperatura interna 112°C, che se hanno una appendicitina iniziale, la maturano entro mezzogiorno.

Vanno a pranzo, ma non hanno fame in realtà. Tuttavia mangiano tutto perchè l'hanno pagato.
Vanno poi a fare la pennichella e alle quattro, ancora pieni di pranzo, ritornano in spiaggia per la seconda fase della cottura.
Camminano su una sabbia rovente che li fa danzare alla pellerossa. Era molto che non ballavano così!

Si ristendono al sole con la crema protettiva di cui sopra, poi alle 5 - in orario sicuro - tentano di fare il bagno nel Mar di Riccione e qui c'è da farsi quattro risate grasse.
Dato che hanno una febbre a 47.3°C, qualsiasi sia la temperatura del mare, è sempre troppo fredda.
Entrano in acqua guardinghi, cominciando a camminare in punta di piedi e tenendo le braccia alzate a venti metri dal bagnasciuga. Sembra che camminino sui vetri.
Appena una piccola onda bagna un loro piede, si assiste, o alla fuga ululante fino alla distanza di sicurezza di 50 metri dallo stabilimento, oppure lanciano un grido di dolore come se fossero stati marchiati a fuoco. Quelli che sono a 50 metri dallo stabilimento iniziano esercizi di yoga e respirazione tantrica per evocare gli spiriti e gli dei del mare, affinchè scaldino un po' l'acqua.
Quelli che sono rimasti con un piede a bagno, non hanno più il coraggio di appoggiare l'altro e rimangono così, volendo far credere di essere una variante di fenicottero umanizzata.
Il processo di avanzamento è così lento che ogni centimetro di mare conquistato, vive lo stesso dramma dello sbarco in Normandia, ma al contrario.

Appena l'acqua marina giunge a bagnare i genitali esterni, il grido di dolore è lancinante e i maschietti gridano in falsetto a testimoniare il congelamento proditorio degli zebedei.
A quel punto il tuffo non è rinviabile. Questo avviene goffamente con un ritorno a galla quasi istantaneo e rigido.Bagno finito!

Di nuovo in branda dopo una doccia da 3 metri cubi d'acqua che per essere consumata richiede almeno 150 pigiate del pulsante di irrorazione (ogni pigiata dura 2.5 secondi).

Alle 18.30 rientrano in albergo per la cena. Nuova doccia da 3 metri cubi. Cambio d'abito per la cena e la passeggiata serale.Si siedono a tavola guardandosi reciprocamente con incredulità. Tutti con una faccia rossa, gonfia e con un leggero sorriso beota.
La passeggiata serale consiste in un paio di "vasche" lungo il Viale Ceccarini, tra centinaia di altri turisti che si fanno largo a gomitate, per poi sedersi in gelateria a mangiare una coppa gelato che costa come una fiorentina al tartufo bianco. Ma in vacanza e con la meningite solare, si è disposti a fare anche queste cose.

Il rientro in albergo avviene verso le 23.00, più per stanchezza che per abitudine.
I due cinquantenni cercano un fugace rapportino, con lei infuocata dal sole più che dall'amore e lui bruciato, che cerca di tirar fuori quegli zebedei ancora in ritiro dopo l'era glaciale patita con il bagno di sei ore prima.
Chissà le due ragazze dove sono?
Non importa. Il primo giorno di vacanza è trascorso. Faticosamente, ma è passato.

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Pubblicato il 13/08/2009 - 09:15  - commenti  commenti - Leggere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

Il Negazionismo - da Giorgio Beltrammi

E' un periodo nel quale i miei studi storici del '900 girano intorno al fenomeno terribile e tragico dell'Olocausto.
E' una parentesi storica ignobile, indegna di qualunque popolo e ingiustificabile per chiunque. Sebbene siano trascorsi moltissimi anni da quel 27 gennaio 1945 - che da allora è divenuto il giorno della memoria - il ricordo è sempre vivo e le coscenze si turbano al vedere simili atrocità.

Eppure i tentativi di revisionismo ce ne sono stati e ce ne sono tanti, quasi a voler cocciutamente reinterpretare la storia, gli avvenimenti e le ragioni che hanno determinato il più feroce ed enorme omicidio premeditato di massa della storia del genere umano.

Purtroppo per chi crede che la storia possa essere riletta in chiavi più miti e perdoniste, l'Olocausto o Shoah non può essere interpretato in altro modo se non in quello che deriva dalle immagini, dalle testimonianze, dai resti e dai reperti di vite vissute nei campi di concentramento/sterminio in cui la vita di ogni recluso era destinata ad avere una fine violenta e non naturale.

Il negazionismo è poi la forma più odiosa del revisionismo. Un veleno insidioso che annebbia le coscenze e offende vivi e morti.
Negare che svariati milioni di persone siano state deliberatamente uccise, torturate, sfruttate fino allo sfinimento ed i cui resti siano stati inceneriti per cancellare la loro stessa esistenza, significa negare la storia, negare l'evidenza, negare la verità; significa tacciare di mendacia chi ha ancora i segni dell'atrocità marchiati sul proprio corpo.
Significa negare il dolore, negare l'evidenza delle testimonianze scritte dei documenti redatti dagli stessi carnefici.

I negazionisti appartengono alla vergognosa schiera di chi crede che ci siano persone indegne di vivere liberamente la propria vita, non rendendosi conto nemmeno di non essere, loro stessi, degni della propria.

Il tempo passa e i testimoni diretti di quella pagina lugubre e insanguinata, un giorno non potranno più raccontare la loro esperienza ed è per questo che abbiamo l'obbligo di ricordare, di sapere, di tramandare il dolore, per non doverlo più rivivere negandolo.

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Pubblicato il 10/08/2009 - 18:18  - 1 commenti 1 commenti - Leggere ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina 

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